Essere donna è un lusso?

Negli ultimi tempi si parla tanto di battaglie da condurre per estendere i diritti delle donne che, di fatto, risultano sempre discriminate. Si cercano le soluzioni più disperate per riuscire, in qualche modo, ad agevolare la figura della donna senza considerare gli aspetti più banali dai quali bisognerebbe partire per determinare una svolta nella società.



Per esempio, partire da una semplice azione come la riduzione dell’Iva per gli assorbenti, sarebbe sicuramente un buon punto di partenza per migliorare la condizione delle donne e rimuovere le ingiustizie. Ad oggi, in Italia gli assorbenti e tutti quei prodotti sanitari e di igiene femminile sono tassati con un Iva del 22 per cento e sono in questo modo equiparati a qualsiasi altro bene di lusso che poche persone si potrebbero permettere. In sostanza, avere il ciclo, essere donna, al giorno d’oggi è considerato un lusso.

Dunque, come si può parlare di uguaglianze se ancora oggi esistono situazioni di questo genere? Purtroppo, le disuguaglianze di genere in Italia costituiscono un problema strutturale al quale si potrebbe tranquillamente far fronte attraverso campagne di sensibilizzazione come quelle di cui trattiamo nel caso di specie.


La Toscana è stata la prima ad impegnarsi su questo fronte e molti Comuni della regione hanno deciso di eliminare la tassazione del prodotto nelle varie farmacie. L’idea è stata sposata anche da altre Regioni come l’Emilia Romagna che ha adottato lo stesso provvedimento nelle città di Carpi e Sassuolo. Di recente, il Comune di Bergamo ha eliminato la “tampon tax” azzerando fino a dicembre 2021 l’Iva sugli assorbenti in due farmacie della città.



Ma cos’è la “tampon tax”? Si tratta proprio dell’Iva applicata agli assorbenti femminili che, in questo momento, presentano una tassazione alla massima aliquota possibile, cioè il 20 per cento. L’iniziativa dell’ente locale è stata adottata nella speranza di una legge futura che possa definitivamente eliminare una “discriminazione fiscale di genere”.


È la prima volta che avviene una cosa così in Italia e che ha determinato il coinvolgimento di, addirittura, 260 LloydsFarmacia a livello nazionale, per un periodo di sette mesi. In sostanza, l’azzeramento rende possibile l’acquisto di prodotti intimi di prima necessità ad un costo ridotto dell’importo dell’Iva.

L’obiettivo è quello di riuscire a raggiungere un livello tale da abolire o ridurre drasticamente l’Iva attraverso delle leggi precise, proprio come è accaduto in molti Paesi quali la Francia, la Scozia, la Germania, il Regno unito.


Il gesto attuato dai Comuni italiani è stato sicuramente significativo e vuole determinare un Imput per il Governo per modificare la legge in questione in tempi molto celeri.


Difatti, la “tampon tax” costituisce una vera e propria discriminazione fiscale che, per una società che si pone l’obiettivo di superare le differenze di genere, non permette alla stessa di risultare inclusiva e rispettosa di fronte ai generi né, tanto meno, coerente con i propri propositi.


Articolo a cura di: Marica Cuppari



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