Dismaland Bemusement Park: il parco distopico dei (non)divertimenti ideato da Banksy

Tutti conosciamo Disneyland, il noto parco dei divertimenti parigino, amato da giovani e adulti per le ambientazioni fiabesche e le innumerevoli esperienze da provare per una vacanza da sogno.


E se Banksy avesse creato il suo completo opposto, trasformandosi nel "Mr Hyde" di Walt Disney?



Banksy, rinomato street artist di Bristol - la cui vera identità si cela sotto un velo di Maya ancora non squarciato - autore di numerose opere estremamente attuali e sovversive, ha ideato il "Dismaland Bemusement Park", un'attrazione temporanea all'insegna del macabro (come si evince anche dal nome: dismal "lugubre" e land "terra") situata nella località di Weston-super-Mare nel Somerset.

Aperta al pubblico il 21 agosto 2015 e chiusa il 27 settembre del medesimo anno, ha ospitato un massimo di 4.000 visitatori al giorno. Ad accoglierli un'équipe di giovani, precedentemente assunti attraverso un falso annuncio pubblicitario che dava inizio alle selezioni per il casting di un nuovo film girato sul set di Hollywood e successivamente ingaggiati come guide turistiche del parco.

Particolari le direttive da seguire: mostrarsi poco accoglienti e giù di morale nei confronti dei visitatori, così da mantenere viva l'atmosfera cupa creata da Banksy attraverso le installazioni artistiche, realizzate in collaborazione con diversi artisti internazionali.

Tra queste, in luogo della statua originale in bronzo di Walt Disney e Mickey Mouse, una scultura deforme della Sirenetta Ariel che emerge da un acquitrino.

Alle sue spalle la copia fatiscente del castello delle favole, corredato dal complesso scultoreo della carrozza di Cenerentola ribaltata sul terreno e il cadavere della principessa riverso al suo interno, accerchiato da una congerie di paparazzi pronti ad immortalare il momento, quasi a voler simulare il giorno in cui la principessa Diana perse la vita.



Ma qual è il vero scopo di Banksy?

Alla base del progetto originario vi è l'idea di palesare la gravità di problemi sottovalutati che affliggono la società odierna, trasformandoli in opere d'arte suggestive, talvolta al limite del reale.

Validi esempi sono: "Mediterranean Boat Ride", un complesso di sculture realizzate su grandi barche radiocomandate stracolme di migranti in preda alla disperazione; "La vasca delle papere", molto simile ad un consueto gioco a premi da festa di paese, se non fosse per l'imponente scultura centrale di un pellicano cosparso di petrolio, a sottolineare le sofferenze e le angherie subite dal mondo animale a causa dei danni ecologici.

Da citare vi sono anche due opere esposte al chiuso: "Playhouse" (di Dietrich Wegner) a forma di nube radioattiva, all'interno della cui sommità è stata ricavato uno spazio accessibile ai bambini e "The History of Pain", un grande pallone sospeso su lame di coltelli, come se fosse mantenuto in vita da un labile soffio di vento.

Sicuramente una delle installazioni che ha creato più scalpore e interesse anche da parte dei più piccoli è "La giostra dei cavalli macellati", molto simile alle giostrine rotanti con i cavalli dei luna park se non fosse per alcuni particolari: cavalli dai colori sgargianti appesi al soffitto pronti per il macello e la figura di un uomo seduto su scatoloni di carni tritate.


Innegabile l'originalità con cui Banksy ha reso pubblico il proprio interesse nei confronti del mondo che ci circonda: cruda realtà e fine ironia, capaci di mutare in profonde riflessioni.


Articolo a cura di: Serena Luvero



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