Dalla critica alla metafisica all'oltreuomo

"Vedendo l'accecamento e la miseria dell'uomo, osservando come tutto l'universo sia muto e l'uomo senza luce, abbandonato a se stesso e quasi smarrito in questo angolo dell'universo, senza conoscere chi ve lo ha messo, cosa ci deve fare, che ne sarà lui con la morte, incapace di ogni conoscenza, mi afferra la paura, come un uomo che fosse stato portato nel sonno su un'isola deserta e terribile e si svegliasse senza sapere dove si trova e senza poterne uscire. E mi stupisco che non ci si disperi in una condizione così miserabile"

scrive Pascal in quella che sarebbe dovuta diventare l'Apologia del Cristianesimo.



Nietzsche prende come riferimento il filosofo francese, da lui ritenuto uno psicologo eccezionale in grado di condurre un'analisi radicale della coscienza cristiana con sincerità e senza mezze misure. Partendo dell'analisi di questa citazione di Pascal, è possibile mettere in luce quale fosse la missione di Nietzsche: il filosofo voleva elaborare una filosofia che aiutasse a sopportare questa angosciosa paura che fa dell'uomo un essere miserabile, senza ricorrere al mito, alla religione e all'arte che offrono una via d'uscita da tale condizione mentendo all'uomo.


Obiettivo principale del filosofo nichilista è una critica alla metafisica, che porterà ad una riflessione sui sentimenti morali, con il conseguente annuncio della morte di Dio. Nietzsche riconosce che la metafisica si propone come unico compito quello di fornire una giustificazione all'esistenza, anche se cade in un terribile paradosso, ovvero: la morale religiosa si inventa un mondo migliore al di là del mondo (come lo era già l'iperuranio di Platone), per dare un senso proprio a questo mondo. La metafisica cristiana nasconde all'uomo la verità di una vita priva di significato, il mondo non è ordinato e la vita è un processo dinamico senza alcuna meta, è lo scontro di forze di cui già Eraclito aveva parlato. È evidente che la vita umana ha bisogno di un significato, tale necessità condiziona e definisce l'uomo: l'essere umano ha bisogno di senso per sopravvivere e per questo finge e ricorre a un significato condiviso, inventando norme e principi.


La morte di Dio, dunque, priva della consolazione religiosa e lo lascia bisognoso di un nuovo orientamento esistenziale. A questo punto gli "spiriti liberi" dovranno mostrare agli uomini come ognuno è in grado di creare la propria vita e originare nuovi valori. Insieme a Dio, quindi, spariscono anche le tensioni e le manipolazioni provocate da un monoteismo oscuro, ma è un percorso doloroso: il mondo diventa più buio poiché privato dell'illuminazione divina e, per ciò, dipenderà esclusivamente dall'uomo. Ma la scomparsa di Dio apre le porte ad un nuovo tipo di uomo che nasce dalla necessità di superare uno stadio inferiore (equiparato all'ultimo uomo o in generale all'uomo del suo tempo): l'oltreuomo. Da questa nuova specie si augurava che restituisse all'uomo la propria speranza e alla Terra la propria meta. L'uomo (o più precisamente l'uomo-massa) non è altro che un passaggio, un ponte tra la scimmia e il superuomo, descritto come Anticristo, Antinichilista e un " Cesare con l'anima di Cristo".


Zarathustra, nel suo discorso sulle tre metamorfosi, descrive il processo di trasformazione che conduce all'oltreuomo. Lo spirito diventa prima un cammello (non mette in discussione nessun ordine, non ha ideali o valori e si preoccupa unicamente dei piaceri immediati), poi leone (si oppone a qualunque idea ma non è capace di creare nuovi valori) il cui atteggiamento è troppo ostile, quindi negativo, e per questo si trasformerà in fanciullo. Il fanciullo diventa sinonimo di oltreuomo poiché entrambe questa figure sono prive di pregiudizi e, essendo uno spirito libero, gode al massimo della vita e sarà quindi in grado di creare nuovi valori.


La missione dell'uomo creatore è dunque quella di preparare la via al superuomo che, in quanto coscienza innocente, è in grado di assimilare l'eterno ritorno di tutte le cose. Con l'oltreuomo l'eterno ritorno dell'uguale raggiunge il vertice: l'uomo trova la giustificazione della propria esistenza nell'essere ciò che dà il via al superuomo e in tal modo sarà in grado di sopportare il pensiero abissale della ciclicità dei mondi.


COLLABORAZIONE - Articolo a cura di: @figliodinietzsche

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