Da Via del Corso a Rotterdam: il rock dei Maneskin sul tetto dell’Europa

Gli inizi, la partecipazione a X-factor e la vittoria all’Eurovision del gruppo romano e quel messaggio al mondo che fa da monito per il sogno rock’n roll delle nuove generazioni.



Da Via del Corso a Roma all’olimpo della musica pop-rock europea è un attimo. Damiano, Victoria, Ethan e Thomas portano a casa un riconoscimento che all’Italia mancava da 31 anni. Dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 con “Non ho l’età” (Per amarti)” e Toto Cutugno nel 1990 con “Insieme: 1992”, sono i terzi artisti italiani a vincere la competizione europea. Il brano “Zitti e buoni” è ora un successo in tutta Europa e i Måneskin, dopo aver conquistato l’Eurovision 2021, sbancano anche sulle piattaforme di streaming grazie al loro ultimo album “Teatro d’ira – Vol.1” (di cui, tra le altre, consiglio l’ascolto di “I wanna be your slave” e “In nome del padre”) che ha venduto oltre 50mila copie, occupando il primo posto delle classifiche musicali di Italia, Lituania e Finlandia diventando, di fatto, Disco di Platino.


Il gruppo nasce da un’idea di Victoria, la bassista, che fin da adolescente aveva creato varie band tra cui i «The Third Room»: «Facevamo metal, ma lui amava più il pop, così lo abbiamo allontanato». Poi lei incontra Thomas Raggi, liceale dello scientifico Kennedy come lei e che conosceva già dalle medie e insieme si mettono alla ricerca di un cantante: «Era difficile trovarne uno bravo. A un certo punto avevamo trovato una ragazza che ci piaceva, ma viveva fuori Roma e non riusciva a incastrare gli impegni. Poi si è rifatto vivo Damiano, mi ha scritto che voleva fare sul serio: non era più una pippa, era migliorato». Infine Ethan, il batterista, si aggiunge dopo aver risposto ad un annuncio scritto da Victoria su Facebook. In due anni suonano in vari locali e soprattutto in strada, in particolare in Via del Corso: è ormai virale la foto che raffigura una loro esibizione proprio in quella via, con la classica custodia della chitarra aperta per raccogliere gli spiccioli lasciati dai passanti e un cartoncino con una scritta che funge da invito a seguire la band sui social.


“Via del Corso è dove abbiamo iniziato a suonare. Ci andavamo sempre agli inizi del nostro percorso. Con le monete abbiamo messo insieme i soldi per il primo singolo. Quella voglia di suonare e di condividere la nostra musica ora come allora è rimasta la stessa”, hanno raccontato.


La chance tanto attesa arriva nel 2017, quando prendono parte all’undicesima edizione di X Factor entrando nel team di Manuel Agnelli e conquistando il secondo posto. Al di fuori del programma la loro carriera infatti esplode del tutto, complice il successo del singolo “Chosen”, tratto dall’eponimo EP certificato con un doppio platino: Il loro primo singolo in Italiano “Morirò da re” esce nel marzo 2018, e ottiene subito un grande successo. Nello stesso anno pubblicano il brano “Torna a casa” che poi sarà il tormentone autunnale in grado di ottenere cinque dischi di platino e di trascinare in vetta alla classifica FIMI anche il loro primo vero album, “Il ballo della vita”.



Nel 2021 partecipano quindi per la prima volta al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Zitti e buoni”, arrivando sorprendentemente alla vittoria finale qualificandosi, di conseguenza, all’Eurovision Song Contest. A Rotterdam si qualificano quarti alla fine delle votazioni della giuria, superano la concorrenza grazie al televoto.


Lo diciamo all’Europa e al mondo intero: il rock non morirà mai”, ha gridato Damiano David dal palco della Ahoy Arena di Rotterdam durante la proclamazione. Il messaggio del vocalist dei Maneskin è un monito a chi non ha mai smesso di credere nel sogno rock’n roll che i grandi del passato ci hanno insegnato a inseguire nonostante le mille avversità che si presentano nella nostra strada. Vuoi vedere che Damiano abbia ragione, che il rock di un tempo non è morto, e che il nostro genere preferito ha solo aspettato che qualcuno lo risvegliasse da un lungo letargo? A parer del sottoscritto non c’è da fidarsi molto, ma questa è un’altra storia.


Articolo a cura di: Giuseppe Mafrica


Fonti: Corriere della sera, Rockol, RomaToday, Il sussidiario



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