Crema solare: il must-have dell’estate!

Per tutti quelli che andranno in vacanza al mare, in montagna, in giro per le città d’arte o semplicemente per chi organizzerà una gita in bici nel weekend, è arrivato il momento di procurarsi una crema solare!


L’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi ultravioletti (UV) è tra i fattori di rischio principali per i tumori della pelle. Per cui, è buona abitudine proteggersi dai danni solari mettendosi la crema ogni volta che si prevede di trascorrere del tempo all’aperto. Inoltre, è bene ricordare che anche le creme solari hanno una scadenza e difficilmente quelle avanzate dall’estate precedente possono ancora essere utilizzabili.


Qual è il nostro scudo contro i raggi UV?



L’SPF (da Solar Protection Factor) o IP (indice di protezione), è la garanzia del fatto che una crema solare protegga la pelle dai raggi UV. Se sulla confezione della crema solare c’è scritto SPF seguito da un numero (15, 20, 30, 50), è sicuro che quella crema farà il suo lavoro, a prescindere dal prezzo, dalla composizione e dal brand.

Come scegliere una crema solare? È risaputo che, più il numero di SPF è alto e maggiore è la protezione della crema. Per convenzione si definiscono diversi tipi di protezione:

  • bassa: da 6 a 10

  • media: da 15 a 25

  • alta: da 30 a 50

  • molto alta: la 50+

Ma cosa significano esattamente questi numeri?


Nello specifico, se una crema solare ha protezione 10, significa che lascia passare un decimo dei raggi UVB (ne blocca quindi il 90%), mentre una protezione 30 ne lascia passare un trentesimo, cioè il 3% (ne blocca quindi il 97%), etc.


Grazie a questi semplici calcoli matematici, è possibile comprendere che c’è maggiore differenza tra una crema 10 e una 30 di quanta ce ne sia tra una 30 e una 50, che in realtà sono molto simili. Nella categoria 50+ rientrano tutti gli SPF superiori a 50 (che bloccano quindi più del 98% raggi UVB).


I dermatologi raccomandano di non scendere mai al di sotto dell’SPF 8, un fattore di per sè già troppo basso per essere considerato una vera e propria protezione solare.



Oltre ai raggi UVB bisogna proteggersi anche dai raggi UVA, i quali non provocano direttamente scottature sulla pelle, ma a lungo andare possono causare fotoinvecchiamento e favorire l’insorgenza di malattie cutanee. Quindi è consigliabile scegliere creme solari con l’indicazione “protezione ad ampio spettro” che proteggano anche dai raggi UVA. Il consumatore potrà facilmente individuare questo tipo di prodotto grazie alla presenza sulla confezione di un cerchietto con la scritta UVA, oltre alla scritta UVB.


Come si mette la crema solare?

Anche se la maggior parte di noi siamo abituati a usarla fin da bambini, molti adulti non hanno ben chiaro come applicare la crema affinché sia veramente efficace.

  • FREQUENZA

La crema solare andrebbe spalmata almeno 15 minuti prima di esporsi al sole e poi applicata più volte durante il corso dell’intera giornata. Le linee guida suggeriscono ogni 2 ore, riapplicandola subito dopo essersi fatti il bagno o aver sudato, anche se sulla confezione è riportata la dicitura “resistente all’acqua”.

  • QUANTITÀ

L’efficacia di protezione della crema è determinata anche dalla quantità che ci spalmiamo addosso: dovrebbero essere utilizzati circa 2 mg x cm2 di pelle e quindi, in media per proteggersi in maniera ottimale una confezione da 200 g dovrebbe bastare solo per 6 o 7 passate. Quindi, in fin dei conti, di solito utilizziamo molta meno crema di quella che servirebbe davvero!

  • SCADENZA

Ultimo accorgimento ma non il meno importante, è fondamentale che la crema solare non sia scaduta affinché possa svolgere al meglio il suo compito. Per sapere se la crema che abbiamo in casa è ancora valida, basta guardare sulla confezione: la scadenza è indicata dal PAO (period after opening), individuabile tramite il disegno di un barattolo aperto e un numero che determina la durata in mesi dopo l’apertura del prodotto.


Articolo a cura di: Miriam Messina



10 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti