Come sono fatti gli ombretti?

Per tutti quelli che amano osare con i colori per un make up acceso e brillante, fino alla delicatezza delle sfumature più soft per un effetto super naturale: gli ombretti sono un must have per tutte le occasioni!


Ma cosa sono gli ombretti?

Scopriamolo insieme attraverso il fantastico mondo della chimica dei cosmetici.

Gli ombretti sono miscele di polveri che vengono pressate all’interno di un contenitore, chiamato fondello, avente diverse forme e dimensioni.


Come sono fatti gli ombretti?

La composizione di un ombretto comprende:

-80-90% di polveri

-10-20% di porzione liquida costituita da oli che fungono da leganti e da conservanti.

La percentuale di legante nella formula cambia a seconda del tipo di polveri e dalla quantità e dal tipo di pigmenti utilizzati. Le polveri comprendono un agente riempitivo (anche detto filler) che rappresenta il componente di base. Per anni questo ingrediente è stato il talco, contenuto all’interno della formulazione in percentuali elevate, anche fino al 70%. Oggi è ancora molto utilizzato, anche se è sempre più diffusa la tendenza degli ombretti “Talc Free”; infatti, in questi prodotti in alternativa al talco vengono utilizzati la Mica e gli amidi.



Insieme ai filler, gli altri ingredienti non meno importanti in un ombretto sono i texturizzanti, i quali hanno la funzione di migliorare la sensorialità del prodotto, aumentarne la spalmabilità, rendendolo più o meno cremoso a seconda del risultato desiderato. Esistono tantissimi texturizzanti sia sintetici che naturali. Tra i sintetici ci sono le poliacrilammidi e le polveri siliconiche, che donano scorrevolezza al prodotto. Tra i naturali ci sono diverse tipologie di amidi (mais, riso, tapioca) e amidi modificati, cellulosa microcristallina (ottimo agente compattante), silica di diverse dimensioni, più o meno porosa, ottima per un effetto matte.


Non dimentichiamoci dei veri protagonisti degli ombretti: i pigmenti!

I pigmenti, che conferiscono colorazione all’ombretto, possono essere ossidi di ferro o lacche, puri o in forma rivestita. I pigmenti puri sono più difficili da lavorare, mentre quelli rivestiti solitamente sono già pronti all’uso e a seconda del rivestimento conferiscono al prodotto finito caratteristiche diverse (ad esempio pigmenti con un rivestimento siliconico vengono utilizzati negli ombretti water-resistant).


E gli ombretti perlati?

In questo tipo di prodotti vengono aggiunti pigmenti perlescenti che conferiscono al prodotto quei meravigliosi effetti metallici e satinati.

Esistono tantissime tipologie di perle che si differenziano per la fonte (mica naturale, mica sintetica, borosilicati e alluminio) e per le dimensioni delle particelle (le perle più piccole danno maggiore coprenza e un effetto satinato, al contrario quelle più grandi conferiscono un effetto glitterato). Le perle sono contenute negli ombretti in alte percentuali, solitamente dal 20 al 50% (esistono ombretti riservati ai luxury brand costituiti anche dal 70% di perle).


Infine, la componente polverosa è tenuta insieme da una fase legante. Esistono leganti in polveri (Zinco e Magnesio Stearato) e leganti liquidi che solitamente sono esteri sintetici. La quantità di legante utilizzata negli ombretti può variare caso per caso a seconda del tipo di polveri e della quantità di perle contenute al loro interno.



L’applicazione sugli occhi è sicura?

In genere le polveri contenute negli ombretti non danno problemi di intolleranza particolari, l’importante è che si mantengano dimensioni delle polveri inferiori ai 150 micron. Ombretti che tendono a sfaldarsi, in caso di contenuto di legante non sufficiente o perché sono stati pressati troppo poco, potrebbero dare qualche fastidio se, inavvertitamente, dovessero entrare negli occhi. L’applicazione di un buon primer prima dell’ombretto può essere la soluzione vincente per cercare di evitare questi inconvenienti.


Cosa caratterizza la tenuta e la performance finale?

La tipologia di polveri utilizzate può influire molto sulla tenuta dell’ombretto. I pigmenti rivestiti sono sicuramente più resistenti sia all’acqua che ad agenti atmosferici. Anche la scelta del tipo di legante, volatile oppure più denso, influenza notevolmente la tenuta. La performance dipende sempre dal risultato che si vuole ottenere. Ombretti con un alto contenuto di pigmenti e perle possono essere molto performanti, ma è necessario che ci sia il giusto equilibrio tra tutti gli ingredienti nella formulazione in modo da avere allo stesso tempo una buona scrivenza, stendibilità e durata.


Per quanto tempo si può conservare un ombretto?

Essendo prodotti cosmetici privi di acqua, sono tra quelli che meglio si conservano, anche se spesso le polveri hanno caratteristiche igroscopiche e possono assorbire umidità a seconda del luogo in cui vengono conservati.

Solitamente, dopo l’apertura gli ombretti possono resistere fino a 12-18 mesi.

Un consiglio? È raccomandabile conservarli in luoghi asciutti e applicarli sempre con l’apposito applicatore evitando di utilizzare le dita.


Articolo a cura di: Miriam Messina



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