Che fai? Non entri? La storia del bikini

Possiamo dirlo ad alta voce: finalmente è estate! Agosto è, per eccellenza, il mese della chiusura per moltissime aziende ed istituti, atenei compresi. Agosto è il mese del mare, della sabbia che scotta e del sole che scalda la nostra pelle lasciando su di essa un impercettibile strato di sale. Che meraviglia!

Un protagonista indiscusso delle estati italiane – ma non solo – è il costume da bagno: un capo di abbigliamento che si è ritagliato la sua - non più tanto piccola - nicchia nel campo della moda.

Per un po’ di leggerezza, scopriamo la sua storia e la sua evoluzione!



Con l’anglicismo “bikini” intendiamo comunemente un costume da bagno composto da due pezzi, che svolgono lo stesso ruolo di un completo di lingerie. Erroneamente rispetto a quanto si possa pensare, questo capo ha una storia molto lunga dietro di sé: grazie a dei ritrovamente archeologici, quali mosaici ed affreschi, è emerso che un prototipo di bikini venisse usato già in epoca sia romana che greca. Facendo un balzo temporale, per incontrare i primi costumi che lasciassero intravedere l’ombelico bisogna attendere il 1935: la pancia e la quasi totalità delle gambe scoperte suscitarono non poche polemiche e scandali.


Come data simbolo dell’introduzione ufficiale del bikini nel mondo della moda avanziamo di 11 anni, quando il 5 luglio del 1946, a Parigi (città della moda e dell’avanguardia stilistica) il sarto Louis Réard diede vita al “due pezzi” come lo conosciamo oggi. Per il nome si ispirò all’atollo delle isole Bikini su cui allora si conducevano esperimenti nucleari: per la legge del contrappasso, questo nuovo capo della moda balneare avrebbe dovuto suscitare reazioni esplosive, proprio come quelle degli esperimenti condotti. Decisamente un’associazione curiosa di concetti! La prima modella di bikini fu Micheline Bernardini, spogliarellista di un noto casinò della capitale francese.

Il bikini non venne accolto immediatamente, ci vollero parecchi anni prima che le spiagge si riempissero di pance scoperte: in paesi come Italia, Spagna e Francia, essendo per gran parte sul mare, questo procedimento avvenne con più naturalezza rispetto a paesi come gli Stati Uniti, dove dal primo bikini bisognerà aspettare circa 15 anni prima che l’opinione pubblica cessi di scandalizzarsi.



Il bikini al giorno d’oggi, indipendentemente da quanto sia o meno coprente, ha perso quella sfumatura di volgare che per tanti anni lo ha accompagnato, diventando, come molti altri capi, un modo per esprimersi: dai tessuti ai motivi, dai colori alle forme di coppe e slip. Comodo, fresco e divertente è da anni il simbolo per eccellenza dell’estate, sinonimo di spensieratezza e risate con gli amici, con cui si fa gara a chi ha il segno del costume più evidente.


Un simbolo di riposo, gioia e – finalmente – libertà.


Articolo a cura di: Victoria Pevere



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