Cashback di stato: manovra audace o provvedimento irrilevante?

La tanto chiacchierata applicazione per dispositivi mobile, Io, ha finalmente rilasciato il nuovo servizio cashback, promosso direttamente dall’esecutivo giallorosso di Giuseppe Conte.


Molti sono gli interrogativi che aleggiano intorno alla manovra economica, certamente inusuale per lo Stivale italico, ma molto apprezzata all’estero. La proposta dell’esecutivo Conte II prevede come obiettivo ultimo, una leggera, ma sempre più consistente, transizione dalla carta-moneta alle valute digitali, incentivando l’uso della propria carta di credito e sfavorendo il contante. Le cause che si celano dietro tale decisione sono presto dette: la produzione, immissione ed eventuale eliminazione del denaro contante sul mercato, costa allo stato circa sette miliardi di euro ogni anno; tagliarne i costi, appoggiando il prospetto di una società cashless, appare, pertanto, un progetto particolarmente ambizioso e dai vantaggi innegabili, ma di complessa realizzazione.


Verosimilmente, l’emergenza sanitaria si è rivelata determinante nell’attuazione del piano cashback, che prevede di incentivare l’uso di valute sostenibili; l’abbattimento dei costi della carta-moneta, dunque, è solo uno dei vantaggi del disegno governativo, il quale adesso mira anche a contenere lo scambio di denaro liquido e, conseguentemente, prevenire ulteriormente la diffusione del virus con delle adeguate misure igienico-sanitarie; caldeggiando i pagamenti contactless, forme di pagamento sicure e veloci, il cliente può evitare qualsiasi contatto con potenziali agenti virali.


La maggioranza giallorossa ha perciò deciso di correre un rischio particolarmente significativo, incoraggiando una spesa di circa tre milioni di euro nel 2021 (circa la metà di quanto destinato a Quota100): benché il forum Ambrosetti abbia previsto un lieve guadagno rispetto all’investimento della spesa pubblica impiegato nel piano cashback, il Ministero delle Finanze si mostra, invece, particolarmente cauto, evidenziando, piuttosto, i benefici di altra natura legati alla buona riuscita della manovra economica. Quest’ultima si rivelerebbe significativa non soltanto nella vita del cliente, ma anche del commerciante, il quale riceverebbe delle agevolazioni fiscali e, in aggiunta, presenterebbe un vantaggio competitivo rispetto agli altri esercenti. Per supportare la transizione verso la società cashless, il piano cashback ideato dal governo, prevede, previa registrazione all’app Io, di conteggiare ogni pagamento con carta effettuato dall’acquirente accumulando un rimborso spese dal tetto massimo di centocinquanta euro semestrali, per un totale di trecento euro annuali. Sebbene possa apparire come una cifra irrisoria, si tratta comunque di un investimento astuto, che permette ai cittadini di accumulare un piccolo “tesoretto”, ma specialmente di avviare una rivoluzione monetaria rispetto alla quale l’Italia sembra ancora in ritardo, se paragonata al panorama europeo.


Non si fanno attendere, tuttavia, le perplessità circa il corretto svolgimento dell’iniziativa: i servizi di Io, a fronte dei numerosissimi utenti che hanno installato l’applicazione contemporaneamente, sono risultati inutilizzabili per diversi giorni. Diversi esponenti politici, avversi alla proposta governativa, minacciano un’indagine parlamentare, sostenendo che la società che gestisce l’applicazione promuova un uso scorretto dei dati forniti dal consumatore, gettandoli in pasto ai servizi di Big Data extraeuropei. La gestione dei dati sensibili e della privacy dei cittadini, inoltre, apre una questione di carattere morale. Molti cittadini, pochi mesi addietro, lamentarono il carattere invasivo dell’app per dispositivi mobile Immuni, promossa dal governo per limitare i contagi del SARS-CoV-2 tramite un sistema di tracciamento anonimo; i download di Io, cionondimeno, supereranno ben presto quelli di Immuni, come si spiega tale dato? Probabilmente la fascia di popolazione che criticò le funzionalità di Immuni, si delinea molto più ristretta rispetto a come era stata descritto, ma comunque abile nel manipolare l’opinione pubblica.


L’interrogativo più assillante è nondimeno differente: come giustificare razionalmente il comportamento di un cittadino che, dopo aver deciso di non voler condividere alcuni dati personali, col fine ultimo di contenere la diffusione dei contagi, scelga, invece, di aderire al programma cashback tramite Io? In questo caso, non vi è colpa da imputare alle applicazioni, ma per lo più si rivela essenziale una riflessione sulla società italiana nel suo complesso e l’individualismo che l’attanaglia. Tale debolezza, evidenziata già dai grandi pensatori ottocenteschi come Foscolo e Leopardi, intellettuali il cui impegno civile, seppur coniugato diversamente, è caratteristica fondante della poetica, pare essere stata sfruttata nuovamente dal governo. È tristemente ironico come una manovra economica talmente determinate e innovativa, venga introdotta sfruttando una, seppur apparentemente invisibile, piaga sociale.


Articolo a cura di: Antonino Palumbo



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