Carne sprecata: l’enigmatica distopia post-pandemica

Aggiornamento: gen 24

Disponibile dal 16 dicembre su Amazon e sullo store online dell’editore Poliniani, il primo romanzo di Giovanni Pizzigoni – sul web @GioPizzi – travolge il lettore, immergendolo in un affascinante universo distopico, caratterizzato dalla faziosa lotta politica e dalle conseguenze che la crisi pandemica ha generato.


L’opera ucronica di Pizzigoni, certamene figlia del periodo storico durante il quale è stata realizzata, decide di raccontare degli insoliti Stati Uniti d’America attraverso gli occhi parzialmente disillusi di Bryan e Sara, due iconici protagonisti apparentemente distanti, ma legati dalla strenua resistenza contro le perpetue ingiustizie di un mondo decadente. I due archi narrativi ideati dall’autore consentono al lettore di ricostruire, tramite racconto asincrono, il collasso dell’umanità, piegata non soltanto dall’esplosione della pandemia, ma specialmente dalla sua stessa indole. Bryan, un giovane attivista avvicinatosi agli ideali del partito grazie agli amici Connor ed Ethan, sperimenterà ben presto la crudeltà che contraddistingue gli uomini di “Carne Sprecata”, quando durante una manifestazione, trasformatasi in rivolta, sarà costretto ad osservare, impotente, uno dei suoi amici strappato alla vita in così tenera età. Sara, invece, è testimone degli esiti scaturiti dagli irrimediabili errori della società corrotta di Bryan e, al contrario dei suoi predecessori, non ha scelta: fermarsi significa soccombere in un universo ora più che mai plagiato dalla cieca legge del più forte.


Nella stesura del romanzo, l’autore si destreggia con abilità nella progettazione di un universo narrativo a tratti inedito e sorprendentemente influenzato dall’attualità, anteponendo negli anni ’80 – un passato non eccessivamente lontano – un futuro distopico nel quale si realizza il più grande timore degli Stati Uniti: la vittoria commerciale dell’impero economico cinese, il quale sembra aver colonizzato parte dell’impianto federale americano. Complice anche l’assassinio di Adolf Hitler nel ’32, “Carne Sprecata” presenta un’ambientazione oltremodo attenta al dettaglio fantastorico e alla lore narrativa, che si riverserà anche nello scenario post-pandemico di Sara, nel quale i superstiti, organizzati in fazioni e noncuranti della desolazione che imperversa ineluttabilmente, si scontrano con gli “Schizzati”, gusci vuoti di un’esistenza spezzata dalla malattia, destinati ad attaccare ogni forma di vita che ancora non riversi nella medesima condizione. Cionondimeno, la cruda realtà dell’opera non si sofferma esclusivamente sul duello con tali creature, ormai neppur vagamente riconducibili all’uomo, ma anzitutto sul conflitto tra Federazione, Cardinali e Querce di Raleigh, i principali gruppi armati di sopravvissuti, la cui minaccia incombe su Sara e sul suo compagno di viaggio, Bruce, due Vaganti che attraversano l’America alla ricerca della sopravvivenza.


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Particolarmente convincenti sono le influenze visibilmente tratte dalla cultura pop contemporanea e rimodellate sapientemente nel racconto di Pizzigoni: il viaggio di redenzione intrapreso da Sara e Bruce attraverso un’America in rovina ricorda senza dubbio la pluripremiata opera videoludica “The Last of Us”, sebbene se ne discosti introducendo l’enigmatica motivazione che spinge la protagonista a rispettare la promessa fatta al Vecchio, una figura ambigua ormai viva solo nelle visioni della ragazza. L’esempio narrativo del maestro dell’orrore, Stephen King, risalta in “Carne Sprecata”, che tuttavia, sfruttando un registro comunicativo originale, rivendica una vena autoriale che si avvale di scelte autonome e audaci. Benché il romanzo sia ambientato negli Stati Uniti d’America, la sua lingua madre è proprio l’italiano: ciò consente all’autore di sfruttare il lessico giovanile, ricorrendo in alcuni passaggi ad una soluzione gergale alla quale l’editoria nostrana sembra spesso affrancarsi con fatica. Nonostante alcuni accostamenti linguistici, tipici della tradizione italiana, possano inizialmente apparire buffi o addirittura fuoriluogo, quest’ultimi si rivelano piuttosto efficaci nella realizzazione di un’opera credibile e non edulcorata.


“Carne Sprecata” di Giovanni Pizzigoni è un coraggioso ingresso nell’universo letterario, che mediante l’impiego di un sarcasmo pungente racconta diversi aspetti rilevanti dell’adolescenza e dell’età adulta, viaggiando fra l’impegno politico giovanile e il rilievo dei rapporti sociali, dell’amicizia e della figura genitoriale, e culminando del disagio mentale, spesso sottostimato o addirittura stigmatizzato dalla società odierna. L’opera dimostra, pur essendo solo il primo provino dell’autore, una maturità artistica invidiabile e induce a ben sperare per un futuro racconto.


Articolo a cura di: Antonino Palumbo



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