Alimentazione e salute orale. Esiste davvero una relazione?

Noi siamo ciò che mangiamo” con questa frase, Feuerbach, già nei primi anni dell’800, ci stava mettendo in guardia.


Quanta verità si nasconde dietro queste semplici parole? Se è vero, che noi siamo quel che mangiamo, è anche vero che il primo posto che si trova a contatto con i nostri cibi preferiti e non, è sicuramente la bocca.



Ed ecco che torna alla ribalta l’importanza di una buona conoscenza di se stessi e ovviamente dei nutrienti di cui abbiamo bisogno.

I denti sono i primi organi che, tramite masticazione e con l’aiuto della saliva, iniziano la digestione dei cibi. E sì, avete capito bene, la prima fase della digestione inizia proprio nella nostra bocca.

Ma se non disponiamo di una buona salute orale, se non ci preoccupiamo di una buona igiene e di un mantenimento microbiotico corretto, possiamo riscontrare disturbi, o problemi, con un atto così semplice come il nutrirsi?


La risposta, sfortunatamente, è: ovviamente sì!


Il cibo che scegliamo di assumere può essere di grande importanza per lo sviluppo di lesioni cariose, per esempio.

I carboidrati, fondamentali nell’apporto di energie all’organismo, insiemi agli zuccheri, possono essere responsabili della malattia parodontale e delle carie dentali.


Per questo motivo è bene seguire delle piccole accortezze che ci possono aiutare ad evitare che ciò accada.

  1. Lavare i denti 30 minuti dopo i pasti, per evitare che gli zuccheri e i carboidrati assunti, possano fermentare attivati dalle molecole presenti nel dentifricio.

  2. Evitare di mangiare caramelle prima di andare a letto, dopo aver lavato i denti, per evitare anche in questo caso la fermentazione degli zuccheri semplici durante la notte, “cibo” preferito dai batteri che sono già presenti nella nostra cavità orale.


La fermentazione degli zuccheri infatti, porta alla formazione di acido lattico, sostanza di nutrimento preferita dai batteri, che intaccherà lo smalto, agevolando cosi la formazione della carie.



Con questo, non bisogna pensare che tutti i dolci, le caramelle o i carboidrati che mangiamo, sono dannosi. Cosi come, mangiare solo verdure, non è sempre la soluzione migliore.

Come in tutte le cose, il giusto sta nel mezzo. Ciò vuol dire che bisogna assumere tutti i nutrimenti necessari al nostro corpo ed anche i cibi che preferiamo, facendo attenzione a non esagerare ed avere particolare cura dell’igiene orale.


Cosi come per lo stato di benessere generale, anche per la salute orale, i cibi migliori da assumere sono

  • Verdura fresca, cruda

  • Frutta fresca

  • Legumi

  • Pesce

  • Cereali come la quinoa o il riso integrale, mantengono infatti tutti i principali nutrienti intatti.

  • Acqua con residuo fisso sopra i 500mg/L soprattutto ad alta concentrazione di calcio e bicarbonati, che insieme agli alimenti sopra citati, aiuta nel raggiungimento della quota di calcio giornaliera necessaria. Elemento fondamentale per la mineralizzazione dei denti, nonché ottimo alleato contro la difesa delle carie.

Un valido alleato sia per la salute orale che per la voglia di dolcezza è sicuramente il miele, in quanto ha una capacità antibatterica preventiva per lo sviluppo delle carie.

Stesso ruolo ha il cioccolato fondente ( >70%) ed il cacao amaro.



Da evitare invece ci sono cibi e bevande come:

  • Caramelle gommose o dure, le prime perché lasceranno residui nelle superfici dentali dove è difficile pulire bene e, le seconde perché lasceranno zucchero in bocca per un periodo più prolungato nel tempo.

  • Bibite, che in genere hanno un pH di 4.4 quindi acido, ed il pH salivare fisiologico è invece intorno al 5.5.

È importante che i genitori aiutino i più piccoli nella comprensione di queste semplici nozioni, cosi da trasmettere una buona educazione alimentare oltre che una buona igiene orale.


Articolo a cura di: Maria Chiara Pistritto


Le informazioni presenti in questo articolo non sostituiscono le istruzioni e i consigli del proprio medico. Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgiti al tuo medico di famiglia o ad uno specialista.



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