“A Luigi Tenco, giovane musicista e poeta”

Aggiornamento: 1 apr

Questo mese vi voglio raccontare del borgo marinaro di Boccadasse e del frammento di storia della musica italiana contenuto in una targa affissa su una casa del piccolo porto.


Fonte: Booking.com

Boccadasse è un borghetto di Genova dalle case colorate, dove si respira un’aria di altri tempi e frittura mista. La pioggia che ha accompagnato la mia visita di un paio di mesi fa al borgo creava un’atmosfera intima e malinconica, in giro non c’era quasi nessuno. Le strette vie che si snodano tra le case di tanto in tanto offrivano la vista di un mare e un cielo grigio-blu, dello stesso colore degli occhi di un gatto dal pelo lungo che ci guardava curioso.


Camminando sotto un ombrello fradicio, guardando in su ci siamo accorti di una targa chiara affissa sulla facciata fronte mare di una casa. Avvicinandoci, abbiamo potuto leggere meglio:


“A Luigi Tenco giovane musicista e poeta

che rivoluzionò la canzone italiana in questa baia si udirono la sua voce e i suoi passi

“Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare”

Nell’ottantesimo anniversario della sua nascita

Il Comune di Genova 1938-2018”


Luigi Tenco è stato un cantautore la cui arte non è stata veramente apprezzata fino alla sua morte, avvenuta per suicido. Nato in provincia di Alessandria alla fine degli anni ’30, si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorrerà l’infanzia. Crescendo, la musica diventa un aspetto sempre più importante della sua vita: entra a far parte della cosiddetta "Scuola Genovese", composta da artisti che hanno rinnovato profondamente la musica leggera italiana degli anni ‘60. Secondo alcuni critici, Luigi Tenco è stato uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. Il valore della sua arte è stato riconosciuto, com’è successo per artisti del calibro di Van Gogh, solo dopo la sua morte.


Il suicidio dell’artista, avvenuto durante il Festival di Sanremo del 1967, è stato un estremo messaggio di denuncia contro alcune presunte scommesse che riguardavano il Festival, nel quale Tenco non era riuscito a giungere in finale con la sua Ciao Amore Ciao. Nonostante fosse stato rinvenuto un biglietto d’addio dell’artista, per molti anni si sospettò che si fosse trattato di omicidio. Solo nel 2006, dopo la riesumazione della salma e l’autopsia, è stato confermato il suicidio.


E così a Boccadasse, luogo in cui Tenco ha incontrato spesso artisti come De André, la comunità genovese ha deciso di rendere omaggio a un cantautore per cui il pubblico italiano ha impiegato troppo tempo per riconoscere il valore.


“Siamo orgogliosi di rendere omaggio a un grande artista, considerato dai critici musicali uno dei maggiori cantautori italiani di tutti i tempi; sicuramente le sue canzoni sono state la colonna sonora di momenti della vita di molti di noi” ha commentato l’assessora alle politiche culturali di Genova, presente all’inaugurazione insieme a parenti e amici di Tenco.


E per me è stato proprio così. Ho ritrovato la musica di Tenco nelle canzoni che mi cantava la nonna quando ero piccola, nei motivetti intonati da mia mamma quando cucina, in un amore nato perché non avevo niente da fare. Il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcosa da sognare.


Articolo a cura di: Isabella Rancan




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