È meglio seguire il cuore o il cervello?

Aggiornamento: 1 mar

@amoreasintomatico è una pagina Instagram, gestita dall’abilissimo illustratore Sergio, che in poco più di un anno è diventata il posto felice di quasi centotrentamila affezionati. Alcune volte fratello maggiore che risponde ai dubbi dei followers nelle storie, altre volte figura mitologica avvolta in un alone di mistero, l’admin più Asintomatico di tutti ci svela il suo nome e viso per lanciare il pre-order della sua prima raccolta di vignette. Ci spiega, poi, la scelta di un nome così singolare, ispirata alle parole che ci sono amaramente diventate familiari negli ultimi mesi: sintomi, tamponi, positività, negatività, anticorpi. La differenza fra un virus e l’amore è che quest’ultimo, quando bussa e sconvolge la nostra vita, porta con sé una sintomatologia inequivocabile, per cui “se sei innamorato lo senti; te ne accorgi da solo, anche senza un tampone con esito positivo”.


La copertina originale del libro, amazon.it

Edito dal colosso Mondadori, “Amore Asintomatico” è la trasposizione su carta dell’eterno conflitto fra il cuore e il cervello. Questi sono gli unici veri protagonisti di quella che ci auguriamo sia la prima di tante altre pubblicazioni illustrate firmate da Sergio Tranchino. Sagaci, ironici e talvolta provocatori, il cuore e il cervello sono due personaggi dotati di vita propria, in continua interazione fra loro. Il cuore è un inguaribile sognatore che ne combina di tutti i colori: si butta a capofitto ovunque veda un po’ d’amore, è irrimediabilmente attratto da personaggi improbabili e si caccia in situazioni sentimentali piuttosto scomode. Il cervello, che ben conosce il cuore e sa che questo non è bravo a vedere la realtà per come è, mette sempre in guardia il suo piccolo amico, ma poi si ritrova puntualmente a medicargli le ferite.


Lo schema narrativo delle vignette sembra essere sempre lo stesso: il cuore parte per la tangente, si fa male e va dal cervello, che lo consola coi suoi preziosi insegnamenti. In realtà, è molto più di questo. Il cuore e il cervello sono due amici che si incoraggiano a vicenda e che fanno, della loro diversità, la ricchezza inestimabile che li porta a completarsi e a non mettersi totalmente nei guai: all’incauta spontaneità del cuore, risponde l’acuta avvedutezza del cervello che, temendo sempre il peggio, cerca di frenarlo dal fare cose di cui poi potrebbe pentirsi. E una volta arrivati a questo punto, al cuore non rimane altro che far capire alla sua controparte razionale che la paura di rischiare è spesso molto più debilitante di qualsiasi ferita o salto nel vuoto.


Con le sue centoquarantatré pagine, cinque nuclei tematici, centodue tavole e infinite perle di saggezza, questa prima raccolta è definibile solo con la parola “Bellezza”, quella vera. L’amore è il perno attorno al quale ruota ogni storia presentata, ma è anche il motivo che fa scontrare e che tiene saldi il nostro cuore e il nostro cervello. Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti in bilico, burattini o burattinai nelle nostre stesse relazioni, alla ricerca della scelta migliore in un’epoca che sembra scorrere troppo velocemente: quante volte, ci fa vedere Sergio, il cuore si è fermato speranzoso ad osservare la schermata di Whatsapp – aperta sulla “sua” chat – e poi ha sobbalzato al messaggio di Natale del gruppo coi parenti? Quante volte, invece, il cervello ha suggerito al cuore di fidarsi solo di chi è veramente disposto a “prenderlo sulle spalle” con amore e rispetto, senza divagare in illusioni che poi si traducono in cocenti delusioni?


Ma allora, quale dei due dovremmo seguire, il cuore o il cervello? Potreste chiederlo a Sergio nei box delle domande che di tanto in tanto apre ai suoi lettori nelle storie. Se siete fortunati, potrà anche inserire risposte in formato video registrate da lui; se poi una di voi è una sua ex, sia pur certa che la saluterà. Nel frattempo, il momento dei saluti me lo tengo per me e vi ringrazio per l’attenzione augurandovi che nella vita vi capitino sempre cose bellissime che non vi chiedano di sacrificare né la volontà del cuore, né quella del cervello: sono proprio queste, a mio avviso, le strade giuste da percorrere.


Articolo a cura di: Benedetta Pitocco




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