È finita l'era del grande giornalismo sportivo?

Lo scorso 12 novembre se n'è andato Giampiero Galeazzi, grande campione del canottaggio e maestro del giornalismo sportivo italiano. Già malato da tempo di diabete, ci lascia all'età di 75 anni. Tutto il mondo dello sport si stringe per un ultimo abbraccio.



Bisteccone Galeazzi, così era soprannominato per via della sua imponente stazza fisica. Nato a Roma nel 1946, laureato in economia, dopo una parentesi nel reparto marketing e pubblicità della FIAT, iniziò il suo percorso da atleta diventando campione italiano di canottaggio in singolo nel 1967 e partecipando alle olimpiadi di Città del Messico del 1968 per poi dedicarsi alla carriera da cronista, prima in radio e poi in RAI, alla Domenica Sportiva, Mercoledì Sport e 90esimo Minuto.

Celeberrima anche tra i più giovani la sua telecronaca, diventata storia della TV, alle olimpiadi di Seoul '88 dove vide trionfare i fratelli Abbagnale nel canottaggio doppio. Proprio Giuseppe Abbagnale, oggi presidente della federazione italiana di canottaggio ha dichiarato a “La Stampa”: "Sono senza parole, abbiamo condiviso degli anni sul palcoscenico dello sport. Se ne va la voce storica del canottaggio, nonché un amico, un personaggio preparato e coinvolgente. Questa notizia mi ha lasciato veramente sconcertato, mi mancano le parole".

Nel 1986 l’unica parentesi di giornalismo non sportivo: fu inviato RAI a Reykjavík, dove si trovava per la partita di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus, allo storico incontro tra Reagan e Gorbačëv.


Galeazzi ha rivoluzionato il modo di fare la telecronaca sportiva; in particolare il mestiere di reportersul campo: lo ricordiamo, ad esempio, nello spogliatoio del Napoli subito dopo la vittoria dello scudetto nel 1987, dove lasciò il microfono a Maradona trasformando l'intervista in un vero e proprio show; o per le sue interviste "volanti" a caldo, a bordo campo, dove abbracciava letteralmente gli atleti sovrastandoli con la sua fisicità.


Galeazzi si è dedicato nel corso della sua carriera anche al tennis, raccontando da telecronista le gesta di grandi campioni. Così lo ricorda Adriano Panatta: "Eravamo molto amici con Giampiero. Con lui ho solamente bei ricordi, tanto allegri, divertenti. Era un professionista pazzesco, veniva a fare le telecronache



Ricordato e riconosciuto da tutti come un professionista esemplare e un vero maestro del giornalismo sportivo e per la sua grande competenza tecnica, per la sua empatia, passione per lo sport e per il modo di raccontarlo, con la sua voce che ha regalato a milioni di italiani emozioni incredibili e indimenticabili.

Giovanni Malagò, presidente del Coni, scrive in un tweet: "Le tue telecronache erano poesia, superavano le immagini. Plasmavi la realtà con un senso di appartenenza che faceva la differenza".


Galeazzi è stato un vero e proprio cult e personaggio televisivo anche fuori dal mondo dello sport, dagli sketch e i balletti a Domenica In con Mara Venier (la sua ultima apparizione in televisione risale al 2019, proprio negli studi di Domenica In), alla partecipazione al festival di Sanremo con Pippo Baudo, al doppiaggio del cattivo nel film Space Jam, con Michael Jordan e i Looney Toons.


Anche per chi non ha vissuto gli inizi della sua carriera, resta un personaggio che fa parte dell'Italia televisiva e giornalistica, e sarà sicuramente fonte di grande ispirazione per le prossime generazioni di cronisti, probabilmente non solo sportivi. Ciao Bisteccone!


Articolo a cura di: Francesco Rodorigo



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